Nonostante sia il primo report che pubblico, ho avuto modo di effettuare già una decina di lanci, questa
volta però ho fatto alcun fotografie che hanno documentato la sessione.
I lanci sono stati effettuati presso l'aviosuperficie gestita dagli
"AMICI dell'ARIA", un'associazione attiva
nell'attività di volo ultraleggero e aeromodellistica. Vi invito a visitare il loro sito per
avere un'idea anche dell'aviosuperficie, dove si trova etc...
Ho lanciato tutti e tre i missili della mia flotta, con un volo ciascuno:
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Estes TWISTER con motore A8-3
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Estes SUPERSHOT con motore B4-4
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Quest ICARUS con motore C6-3
Lancio 1 - TWISTER
Lancio perfettamente verticale con accensione della carica di espulsione esattamente sopra
la postazione di lancio. Essendo un piccolo modello il rientro avviene per caduta libera a elica,
cioè i due componenti del missile (separati dalla carica di espulsione) cadono roteando leggermente.
Entrambe le sezioni sono state recuperate a 30 metri dalla rampa di lancio, nessun problema registrato.
Ottima l'altezza raggiunta, grazie anche alla super leggerezza del missile.
Lancio 2 - SUPERSHOT
La preparazione di questo modello mi ha fatto perdere un pò di tempo perchè per la prima volta utilizzavo
un paracadute di plastica della Quest leggermente più grande dell'originale Estes a corredo poichè,
quest'ultimo mi era sembrato sottodimensionato, nei voli precedenti ci ho sempre rimesso una o più fins.
Una volta pronto e collocato sulla rampa è iniziato il conto alla rovescia e fsssssssssss partito anche lui
in una salita quasi verticale, andando piuttosto alto. Spettacolare l'accensione della carica di eiezione
con il classico "pop!" e la pioggia di wadding (rigorosamente foglie d'insalata da sempre utilizzata e 100% biodegradabile
ed economica). Il paracadute si è aperto regolarmente donando al missile una caduta leggera e atterrando a circa 50 metri
dalla rampa di lancio. Ha funzionato anche il nuovo elastico (quello per slip ;-) ) utilizzato per unire l'ogiva al corpo
del missile.
Lancio 3 - ICARUS
L'ICARUS, il mio missile preferito della mia piccolissima collezione. E' l'ultimo realizzato, ed è il più grande.
Ha la caratteristica di separarsi in volo con la carica di espulsione tornando a terra con le due sezioni
indipendenti attaccate al loro paracadute. La sezione anteriore ha uno scomparto per payload, per l'occasione vuoto.
Per la prima volta utilizzavo per la sezione posteriore del missile, il paracadute della "Top Flight" in nylon da 18".
Davvero bello come paracadute e soprattutto resistente, anche nei cordini e le cuciture.
Riempito per bene di foglie di insalata per avere un effetto wadding tale da non rovinare il paracadute "Top Flight"
ho completato la preparazione del missile dopo qualche difficoltà a sistemare il tutto all'interno
del corpo del missile.
Termino unendo le due sezioni e piazzando il missile sulla rampa.
3, 2, 1, GO! Il missile sale velocissimo, ma per l'ennesima volta (l'ha fatto in altri lanci) assume una traiettoria lievemente arcuata che lo porta, molto alto
e distante dalla postazione di lancio.
Essendo il motore un C6-3, la carica di espulsione avviene troppo presto, portando al dispiegamento dei due paracaduti e relativo
veleggiare delle due sezioni per troppo tempo.... troppo perchè atterrate presso la proprietà privata di un "vicino d'aviosuperficie".
Non essendoci nessuno nella proprietà, si opta per una missione di COMBAT SAR in territorio nemico e con
la gentile collaborazione del responsabile dell'aviosuperficie in quel momento e di un suo amico, mi vengono procurate
due scalette per bypassare la recinzione. Trovo la sezione posteriore dell'ICARUS appesa a un ciliegio ad altezza
d'uomo per cui il recupero è facile, mentre la sezione anteriore è caduta a un paio di metri dalla rete per cui con una lunga asta la recuperiamo
senza violare la proprietà privata.
Curioso e fortunato il caso che, a operazione ormai conclusa, due grossi pastori tedeschi della proprietà, si sono avvicinati senza abbaiare e correre ma ormai,
poichè ero dall'altra parte della rete al sicuro, mi hanno fatto pensare alla mitica frase: "tutto è bene quel che finisce bene..... potevo rimanere offeso!"
Come nota negativa registro la perdita dell'ogiva plastica del missile che si è staccata in volo ed è caduta chissà dove (dai cani non ci torno più!).
In questa sessione di lancio, ho potuto collaudare anche la mia nuova centralina di lancio elettronica (visibile affianco alla rampa in alcune foto).
Si compone essenzialmente di un relè che chiude il circuito atto all'attivazione degli ignitori.
Il tutto condito da led di controllo delle spine di sicurezza, dello stato della centralina e dell'alimentazione.
Il comando di lancio viene impartito da un pulsante unito alla centralina da un lungo cavo che consente di stare
lontani dalla rampa anche 10 metri. Anche questo comando, reca una spina di sicurezza.
L'alimentazione è fornita da una batteria al piombo-gel da 12 Volt 7,2 Ampère/h se non ricordo male.
Ringraziamenti sentiti vanno al Sig. Altea per la disponibilità e l'ospitalità